martedì 21 gennaio 2014

Ecco di nuova la "droga del cannibale"

Vi ricordate della "droga del cannibale" ( o Bath Sals o Settimo cielo)  apparsa sulle scene della cronaca nel corso del 2012?
Io ne ho parlato qui nel mio blog raccogliendo un elenco de casi.
Da ottobre 2013 ad oggi non ci sono stati altri casi dovuti a questa droga orribile a meno che non mi siano sfuggiti, tutto può essere, ma oggi eccola tornare alla ribalta della cronaca.
Saverio Bellante, 34 anni, da due anni a Dublino, ha ucciso a coltellate il suo padrone di casa, e poi ha mangiato il polmone della vittima. “Gli ho mangiato il cuore”, ha detto ai poliziotti, che ha chiamato dopo avere compiuto il crimine. Aveva concluso una partita a scacchi con la sua vittima, un giornalista, un uomo tranquillo, fervente cattolico. Inspiegabile per chi lo conosceva e lo ricorda come una persona assolutamente tranquilla che "non avrebbe fatto male ad una mosca".
Nessuno nel campus era mai stato sfiorato dal dubbio che Saverio Bellante  palermitano che ad Arezzo è rimasto un anno intero, nascondesse un lato oscuro. Quello che lo ha spinto sabato sera, al massimo domenica mattina, a un atto di cannibalismo di cui la polizia irlandese fornisce pochissimi particolari: «Troppo orrendo per descriverlo minuziosamente», dicono in aula i sergenti Patrick Traynor e Morgan O’ Connor, i primo a intervenire nella villetta degli orrori, in quella che nella procedura penale irlandese è una specie di udienza di convalida dell’arresto. Sono stati appunto gli articoli apparsi insieme alle foto di Bellante a far sobbalzare Francesco Simonetti, ex coordinatore del master in etica degli affari all’università del Pionta: «Ma io quello lo conosco bene, era un mio studente». Appunto, come ricostruisce adesso Simonetti, il ragazzo palermitano aveva frequentato le sue lezioni nel corso del 2010. «Uno molto educato -ricorda adesso - attaccato alla Sicilia e alla sua città, motivato negli studi. Ci siamo rimasti tutti proprio male».
Saverio Bellante mai aveva dato l’impressione di uno che un giorno potesse trasformarsi in assassino e cannibale: «Tutt’altro. Era venuto ad Arezzo proprio per il master _ ricorda Simonetti _   era un ragazzo che aveva una vera passione per l’economia e i suoi risvolti etici. Credo che fosse andato in Irlanda a lavorare in una ditta farmaceutica proprio per trovare i soldi necessari a continuare gli studi. Ma eravamo rimasti in contatto».
Per spiegare il crimine si sono arrampicati sugli specchi, e qualcuno ha sospettato che Saverio bellante abbia fato uso di una droga sintetica che modifica i comportamenti delle persone, a quanto pare si tratta del ”Settimo cielo”.