giovedì 2 gennaio 2014

Capire la Crisi - Il golpe finanziario in Italia e Grecia

Ho trovato un interessantissimo pdf, di cui vi posto il link diretto, ma per comodità vostra ve lo scrivo qui. 
FONTE PDF QUI!

Nel novembre 2011, sia l'Italia che la Grecia hanno subito, contemporaneamente, un "golpe bianco", senza che i rispettivi popoli se ne siano resi conto. Non è questione di crederci o meno, ci sono dei fatti che non trovano altra spiegazione: tanto il governo tecnico di Papademos in Grecia, quanto il governo tecnico di Monti in Italia, sono subentrati a governi democraticamente eletti, senza avere alcuna legittimità. In seguito ad una riunione dei grandi del mondo, abbiamo assistito alla resa di due governi entrambi euroscettici, infatti Berlusconi aveva rifiutato i diktat del Fondo Monetario Internazionale come ampiamente documentato nel libro confessione del primo ministro spagnolo Zapatero mentre Papandreou in Grecia voleva addirittura indire un referendum entrambi comunque non avevano mai manifestato l'intenzione di lasciare, invece, tornati dal G20, inspiegabilmente entrambi danno le dimissioni a favore di un governo tecnico.
Ma chi sono realmente Mario Monti e Lucas Papademos?! Da dove provengono?! Che cosa hanno in comune? Perchè le informazioni che seguono nessuno ce le ha mai fornite?
E' necessario sapere che entrambi appartengono alla plutocrazia mondiale. Entrambi sono membri della Commisione Trilaterale dello spietato uomo d'affari David Rockefeller, appartenente ad una delle dinastie (alcuni dicono "tredici famiglie") che da sempre hanno dominato il mondo attraverso l'economia e la finanza. Mario Monti non è soltanto un membro della Commissione, ma ne è stato il Presidente Europeo. Questo, a noi, nessuno l'ha mai detto, eppure costui ha rappresentato l'Europa in una delle più influenti commissioni, quale appunto la Trilaterale, non governativa e non partitica (cosa questa che permette di tenere segreti i temi trattati), che comprende una rappresentanza dei tecnocratri più importanti dell'Europa, dell'America settentrionale e del Giappone ( da qui il nome Trilaterale).
Questa concentrazione di potere, in riunioni che si svolgono all'insaputa dell'opinione pubblica, fa si che questi individui, remando in una stessa direzione, possano a loro piacimento cambiare l'intero mercato finanziario mondiale e le sorti dei Governi stessi.
Come mai hanno scelto un semplice Rettore come rappresentante del Continente Europero in una commissione di tale importanza?
E come mai questo suo ruolo non ci è mai stato debitamente spiegato?
Ma non è solo questo: c'è un'altra fortissima coincidenza che li lega.
Sia Monti che Papademos appartengono anche al tanto discusso Club Bilderberg, quel club di potenti che si riunisce in maniera non ufficiale ogni anno in una località che viene "blindata" senza la presenza della stampa. Monti è stato addirittura membro del Comitato Direttivo di questo che è considerato il più controverso Gruppo di potere del mondo, che ha tra i suoi ideatori e finanziatori sempre le dinastie dei magnati della finanza mondiale, Rockefeller e Rothschild.
Ed è proprio nelle riunioni dei Bilderberg che si dice che abbiano deciso la strategia della crisi: non è una leggenda, bensì qualcosa di assolutamente dimostrabile. Ma tornando a Monti e Papademos ci accorgiamo anche che questi due "tecnici" chiamati casualmente a risollevare le sorti di due Paesi in crisi, hanno in comune ancora molte altre cose. Monti nel 2005 è diventato anche "International Advisor" della spietata banca d'affari americana Goldman Sachs, dalla quale proviene, guarda caso, anche Papademos. E pensare che la Goldman Sachs è stata una delle banche messe sotto inchiesta e costrette a patteggiare la pena deal governoi americano per aver causato, insieme ad altri istituti bancari, la crisi sui mercati finanziari in America, legata ai mutui subprime. Una crisi devastante che ha poi investito anche l'Europa. Ma l'aspetto più assurdo di questa vicenda è che secondo gli analisti italiani - come riportato dal quotidiano "Milano Finanza" - sembra che sia stata proprio la Goldman Sachs ad indurre la crisi anche sui mercati italiani con una massiccia vendita di titoli BTP, da cui è poi conseguita l'impennata dello spread, che ha causato la caduta del Governo Berlusconi e l'arrivo di Mario Monti al suo posto.In quei giorni la Goldman Sachs emise il suo diktat e, come riportato da quello stesso quotidiano finanziario, disse chiaramente che: "...in caso di un esecutivo di centro-destra sostenuto da una coalizione più ampia, lo spreas si sarebbe attestato intorno ai 400/450 punti, quindi sempre a livelli pericolosi, mentre le elezioni anticipate sarebbero state lo scenario peggiore per i mercati". Quindi l'imposizione fu chiara: dovevamo mettere da parte la nostra democrazia per fare largo ai loro uomini. Ed, in effetti, è così che sono andate le cose. In pratica, la Goldman Sachs induce la crisi sui mercati e poi pretende di mandare i propri uomini a gestire i governi dei paesi in crisi.
La Goldman Sachs è anche la banca che ha aiutato proprio Papademos, quando era Governatore della Banca di Grecia ( poidiventato Vice Presidente della Banca Centrale Europea), a truccare i conti della Grecia per permetterle di entrare nell'euro, cosa che ha poi causato il collasso del sistema bancario greco. E chi hanno mandato a "risollevare" la Grecia dalla crisi?! Hanno scelto proprio lo stesso Papademos della Goldman Sachs; in pratica, i responsabili della crisi in Grecia si sono poi trovati a gestire il debito pubblico ellenico. Sembra uno scherzo, ma è tutto documentato, tutto ufficiale.
Le similitudini tra Italia e Grecia sono davvero incredibili ed è assolutamente evidente come abbiano indotto e strumentalizzato la crisi per imporre uomini delle élite bancarie al potere.
Un'altra coincidenza: Essa riguarda l'Aspen Institute, ossia una sorta di succursale del Bilderberg, un'altra organizzazione internazionale no profit sempre finanziata da David Rockefeller e sempre oscurata dai media, nonostante che il suo Presidente mondiale sia anche Presidente della CNN.  Nel suo sito si legge che l'Aspen Institute ha come missione quella quella di incoraggiare le leadership illuminate (da non sottovalutare quest'ultima parola) ma chi sono gli "illuminati" italiani che fanno parte sia dell'Aspen che del Bilderberg?
Come Presidente dell'Aspen Italia abbiamo Giulio Tremonti (Bilderberg); di Vicepresidenti, invece ne abbiamo ben due: uno è proprio l'Enrico Letta (Bilderberg 2012 e membro della Commissione Trilaterale) e l'altro è John Elkann (Bilderberg e membro della Commissione Trilaterale); nel comitato esecutivo troviamo invece i due immancabiuli uomini delle lobby Mario Monti (Bilderberg, commissione Trilaterale e Goldman Sachs) e Romano Prodi (Bilderberg, commissione Trilaterale e Goldman Sachs). Abbiamo anche Enrico Tommaso Cucchiani, CEO di Intesa San Paolo (Bilderberg 2013, Commissione Trilaterale) e Gianfelice Rocca, Presidente di Techint (Bilderberg 2013, Commissione Trilaterale). Ovviamente all'Aspen è intervenuto anche Giorgio Napolitano, il Presidente che ha conferito l'incarico di formare il governo sia a Prodi che a Monti, che a Letta.
Sembra che queste lobby si scambino la lista dei partecipanti alle rispettive riunioni ed il fatto che siano in pochi a conoscere la realtà di questi gruppi onnipresenti, fa capire chiaramente che c'è una cappa di potere invisibile e preoccupante.
Chi gestisce il nostro sistema monetario? La Banca Centrale Europea (BCE), ma pochi sanno che anche Mario Draghi è - incredibile! -  membro della Commissione Trilaterale, membro del club Bilderberg ed è stato Vicepresidente e membro del Commitee Worldwide proprio della Goldman Sachs (ai tempi in cui questa banca truccava i conti della Grecia= e prima di diventare Governatore della Banca d'Itlia. Egli è uno degli uomini più influenti d'Europa in qualità di Presidente della BCE.
Queste sono tutte informazioni facilmente reperibili: non parliamo di sette segrete, bensì di istituzioni che, seppur si muovano all'ombra dei Governi, sono però reali e dichiarate. E' tutto un sistema. Tutto collegato. Ma nessuno ne parla. Se lo fai ti censurano, con la deteminante complicità dei media.
E quale dei nostri ex Presidenti del Consiglio ha voluto l'entrata dell'Italia nell'Unione Europea, ha gestito il cambio lira/euro, è stato poi Presidente della Commissione Europea, ed ha infine firmato quella ghigliottina per i Paesi europei chiamata Trattato di Lisbona? Romano Prodi che, tra l'altro, è stato allievo di Beniamino Andreatta (poi ministro nel primo governo Prodi) che sancì la separazione (il così detto "divorzio") tra Ministero del Tesoro e la Banca d'Itlia, dando il via all'impennata del debito pubblico che, da quel momento, non si è più arrestata e la conseguente perdita di sovranità monetaria da parte dell'Italia. Prodi agì insieme a Ciampi; e, tanto per cambiare, entrambi in quel periodo frequentavano le riunioni del Bilderberg. Romano Prodi ha avuto rapporti, fin dagli inizi, con la Commissione Trilaterale, è stato membro del Comitato Direttivo del Club Bilderbeg, membro del Comitato Esecutivo dell'Aspen Institute, e fa parte anch'egli di quella ristrettissima cerchia di italiano che avuto un ruolo alla Goldman Sachs.
Grazie a questi rapporti trasversali tra il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l'Aspen Institute, la Goldman Sachs, uomini come Prodi, Monti, Papademos, Draghi, personalità chiamate a risollevare l'Europa dalla crisi, si trovano tutti legati a doppio giro con i cc.dd."poteri forti" che si muovono nell'ombra dietro i singoli Stati e dietro l'Europa.Il sistema messo a punto dalla UE è un sistema che spoglia i Paesi membri della democrazia e fa sì che tutte le decisioni vengano prese dalla BCE e dalle altre banche da cui provengono proprio questi uomini.
A questo punto, credo di poter affermare, senza paura di essere smentito, che la formazione dell'Unione Europea sia avvenuta con l'obbiettivo di avere un centro di controllo che operasse a beneficio di questi gruppi di potere, in modo che i paesi europei fossero costretti a fare politiche economiche gradite soltanto ai membri di queste élite di matrice neoliberista. I nuovi governanti imposti infatti, partecipano a tutte le riunioni organizzate segretamente dai fondatori ed ammistratori di queste stesse banche, che tra l'altro sono istituti bancari più volte accusati di aver frodato gli investitori, ritenute responsabili delle maggiori crisi sui mercati finanziari e colpevoli di aver fatto perdere il lavoro a milioni di persone, investendo anche i mercati europei.
Queste notizie sono rinvenibili in sentenze ed in atti processuali. Se parliamo della banca dalla quale provengono Prodi, Draghi, Monti e Papademos, vediamo che proprio la SEC, l'autorità della Borsa americana (equivalente alla nostra CONSOB), ha accusato la Goldman Sachs di "frode" per aver creato e venduto prodotti legati ai mutui sbprime, che sono all'origine dell'attuale forte crisi economica mondiale. La notizias è stata diffusa dal New York Times.
L'ultima riunione del Bilderbeg alla quale Monti aveva partecipato prima di essere scelto come Presidente del Consiglio, era stata quella del 2011, ossia pochi mesi prima di diventare capo del governo tecnico.
Nel 2012 un solo politico italiano venne invitato a sostituire Monti alla riunione Bilderbeg in America ed, inspiegabilmente, fu proprio Letta.
A questo punto non era difficile prevedere "chi" avrebbe poi sostituito Monti al governo del paese. Non occorreva essere indovini, perchè praticamente ce l'avevano detto loro. Poi c'è chi non vuol sentire, chi finge di non vedere, ma questa è un'altra questione. E c'è di più: che i due Presidenti del Consiglio in argomento si stessero organizzando potevamo già intuirlo quando, in tempi non sospetti, l'obiettivo di un fotografo catturò l'immagine di Enrico Letta in Parlamento mentre passava segretamente un vero e proprio "pizzino" a Monti. Facendo uno zoom della foto, il fotografo riuscì a svelare il contenuto di quel messaggio: " Mario quando vuoi indicami forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno, sia ufficialmente sia riservatamente. Per ora mi sembra un miracolo! Ed allora miracoli esistono! Enrico"
Bisognerebbe anche spiegare a tutti gli italiani che quella che noi chiamiamo"crisi", loro la chiamano "miracolo". Qual'era il miracolo che stava vivendo Letta e che voleva condividere con Monti, nonostante non appartenessero neanche allo stesso parito? Forse a Letta sembrò un miracolo che lo avessero invitato a sostituire Monti alla riunione del Bilderberg del 2012 in USA - in questo caso sarebbe giustificata anche la frase "esserti utile dall'esterno riservatamente". E loro sapevano bene che sostituire Monti al Bilderberg poteva significare per Letta doverlo poi sostituire al Governo del Paese nel 2013. In quest'ottica allora è vero, i miracoli esistono.
E' lecito, quindi, pensare che anche la nomina a Ministro degli Esteri Emma Bonino possa rientrare in questo miracolo, dato che il partito della Bonino - la quale in passato ha partecipato al Bilderberg - alle ultime elezioni ha racimolato lo striminzito 0.20% dei voti, eppure le è stato assegnato proprio da Letta uno dei ministeri più prestigiosi. Scambio di favori fra amici di lobby? L'imperialismo finanziario consiste proprio in questo: svuotare progressivamente la rappresentanza politica nazionale e sostituirla con una classe di tecnocrati cresciuti nelle centrali internazionali della grande finanza.
Mario Monti, l'uomo scelto da Giorgio Napolitano sotto il diktat della BCE, della Trilaterale e del Bilderberg, incarna perfettamente il profilo utile alla realizzazione di quel "colpo di stato" finanziario auspicato dalle centrali massoniche internazionali. L'inversione dei ruoli oggi è perfettamente compiuta: non è più la politica che governa l'economia, ma l'economia che governa la politica. Non è un governo nazionale, legittimamente eletto, a guidare l'economia del Paese, ma è la grande finanza a determinare la liquefazione della Nazione attraverso un governo imposto con un colpo di mano. L'incarico a Monti, che sul piano esterno rappresenta la vittoria dello Stato imperialista delle multinazionali finanziarie, sul fronte interno, invece, equivale al passaggio dalla seconda Repubblica, caratterizzata dal bipolarismo, alla terza Repubblica, quella in cui la rappresentanza popolare è stata di fatto usurpata con la complicità del Capo di Stato, dei partiti politici e dei media.
Oggi le banche impongono le linee ai Governi.
Infatti, Draghi arriva alla BCE e la settimana dopo avviene quello che può senza dubbio essere definito il "colpo di stato finanziario" contro l'Italia, ove il governo democraticamente eletto viene improvvisamente spazzato via. La tempistica ci fa capire che, ormai, non hanno neanche più interesse a nascondere i loro piani, tanto il popolo è anestetizzato, non vede, non sente, non reagisce.
Mario Draghi oltre al ruolo di prestigio che ha avuto nella Goldman Sachs, è da tempo membro del Group of Thirty (GOT), il gruppo dei trenta banchieri e finanzieri più potenti del mondo. Questo gruppo segue le stesse ideologie e gli stessi scopi dei vari gruppi come Bilderberg e Trilaterale di cui Draghi fa parte, ma è ancor meno conosciuto, ancora più esclusivo, e racchiude i trenta membri più potenti del mondo nel campo prettamente bancario. In questa lobby, presieduta guarda caso proprio dal predecessore di Draghi alla BCE, Jean-Claude Trichet, troviamo grandi banchieri come Jacob A.Frenkel della J.P.Morgan dei Rothschild, ed ovviamente E.Gerald Corrigan della Goldman Sachs, così come ex Presidenti della Federal Reserve americana come Paul A.Volker, ed economisti di fama internazionale. Il Gruppo è stato fondato nel 1978 da personaggi come David Rockefeller, per essere una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello, e dove quindi la presenza di Draghi segna il più scandaloso conflitto d'interessi, dato che in esso, come scrive il famoso giornalista Paolo Barnard, si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della storia e i pubblici controllori delle medesime banche.
Tutto torna, i nomi sono sempre gli stessi, i potenti sono sempre gli stessi.
I padroni del mondo sono sempre gli stessi. Decidono le nostre sorti e le sorti dei nostri Paesi, mentre noi ignoriamo persino la loro esistenza. In Italia, ovviamente, queste cose nessuno le dice; invece, la TV tedesca ha mandato in onda un servizio intero per mettere in evidenza le realtà che si nascondono dietro a Mario Draghi e dietro la sua elezione, descrivendolo come "un uomo del vero e occulto Governo mondiale" implicato nella svendita dei grandi patrimoni italiani e, come Vicepresidente Goldman Sachs, nei guai della Grecia: poco adatto, quindi, a ricoprire incarichi pubblici in maniera trasparente. Nel servizio in questione si conferma che Draghi debba il suo successo ad una riunione che si tenne nel 1992 sulla nave dei reali inglesi Britannia che approdò a Civitavecchia con i maggiori esponenti della finanza anglo-americana, e della Goldman Sachs. Su quella nave furono svenduti, proprio agli  anglo-americani, molti dei cosidetti "gioielli di famiglia" italiani, grazie alla complicità di Draghi. Nel servizio, infatti, viene intervistato Benito Livigni, che era ai vertici dell'Eni negli anni in cui essa fu svenduta sul Britannia, il quale ha ammesso che Draghi deve tutto ai favori che ha fatto a Goldman Sachs proprio a partire dalle svendite delle aziende di Stato come la stessa Eni, avvenute su quella nave inglese agli inizi degli anni '90.
A chi giova tutto questo?
In realtà soltanto ai poteri forti ed alle banche. Infatti, non mi stupisce che i sacrifici chiesti ultimamente agli italiani, soffocati dalle tasse indispensabili per racimolare miliardi di euro, non siano serviti a creare posti di lavoro, né a dare servizi, non siano andati alla sanità né alle opere pubbliche, bensì, come leggo negli ultimi fatti di cronaca, sono serviti per salvare una grande banca che aveva a sua volta acquistato un'altra banca, come nel caso Monte dei Paschi ed Antonveneta. Leggendo poi gli atti, ci si accorge che nella questione Monte dei Paschi è implicata ed indagata anche la J.P.Morgan, che è peraltro azionista della Fondazione Monte dei Paschi. Ma a chi appartiene la J.P.Morgan/Chase? Ai Rockefeller/Rothschild, ossia agli ideatori e membri del direttivo del Bilderberg, della Commissione Trilaterale, dell'Aspen Institute. Tutto tona perchè tutto gira intorno a loro...ci troviamo sotto una cappa soffocando.
A proposito di banche, non dimentichiamo una cosa fondamentale, e cioè che con l'entrata in Europa, il monopolio dell'emissione della cartamoneta Euro appartiene alla BCE, che è un'entità esterna con poteri superiori a quelli dei Governi e che, a differenza di quanto comunemente si crede, non è pubblica, ma è di fatto una Società per Azioni. Gli azionisti sono le singole Banche Centrali Nazionali dei Paesi membri che si dividono i profitti secondo le percentuali che detengono. Quasi tutte le Banche Centrali Nazionali sono a loro volta, più o meno segretamente, possedute da altre banche e società private. Lo stesso accade per la Banca d'Italia, che non è pubblica, come il nome vorrebbe far credere, ma privata. In pratica, la Banca Centrale privata emette la carta-moneta e la presta per l'importo pari al valore nominale (ossia il numero che c'è scritto sulla banconota) agli Stati nazionali attraverso le banche, in cambio di titoli di debito pubblico gravati da interesse annupo. In poche parole, anche ci vogliono 30 centesimi di spese, tra inchiostro e carta per stampare una banconota, se sopra ci scrivono 100 euro, questi soggetti privati la prestano pretendendo in cambio 100 euro più interessi, invece  dei pochi centesimi che hanno speso per produrla.
I titoli del Debito Pubblico, quindi, vengono scambiati per nuovo denaro emesso per conto della BCE, con la quale, in questo modo, siamo tutti automaticamente indebitati. Questo è il debito che ricade sul popolo sotto il nome di Debito Pubblico, ma sono le banche private a creare (dal nulla!) con le proprie mani questo debito che noi cittadini siamo poi chiamati a rimborsare. Per pagare questo debito, vengono tassati con IVA, IRPEF, IMU, IRAP, ACCISE, ADDIZIONALI, UNA TANTUM ect ect..., e viene svenduto il nostro patrimonio statale, a causa proprio di questa pratica fraudolenta, usuraia, immorale e devastante. Un sistema incostituzionale che viene gestito dalle maggiori Banche Centrali private del mondo e, per quel che ci riguarda, dalla BCE, la quale delega per l'Italia il suo azionista locale, Bankitalia S.p.A. : la BCE e le altre Banche Centrali nazionali emettono banconote non garantite da oro, né danno diritto, al loro portatore, di convertirle in oro o in altri beni. Quindi, dei soggetti privati creano denaro (e, pertanto la loro ricchezza) dal nulla.
Questo denaro, le banche non solo lo creano, ma lo prestano, pretendendone la restituzione maggiorato degli interessi. In nessun caso, però, una Banca Centrale ha mai emesso il denaro necessario per dare copertura agli interessi. E allora, come si fa a pagare? Soltanto con un nuovo prestito, che crea un nuovo debito, che genera nuovi interessi, che però a loro volta non potranno essere pagati perchè la moneta in circolazione sarà sempre inferiore alla moneta da restituire.
Infatti, nell'attuale momento, mentre il quantitativo di carta-moneta-euro, che lo Stato italiano ha materialmente preso in prestito dalle banche (indebitandosi con loro attraverso l'emissione dei "titoli del tesoro", i cc.dd. Bot e Cct) ed ha immesso in circolazione sul territorio nazionale, si aggira intorno ai 1200/1300 miliardi, il Debito Pubblico totale, comprensivo degli interessi maturati e non ancora pagati, ammonta a ben 2074 miliardi di euro. La differenza di circa 800/900 miliardi (di carta-moneta che materialmente non esiste!) è dovuta al fatto che lo Stato italiano vede annualmente incrementare il suo debito di circa 100 miliardi di interessi passivi, destinati ad affluire nelle casse delle citate Banche private prestatrici/creditrici.
Ora mi chiedo: ma la soluzione più ovvia ed intelligente non sarebbe invece quella che lo Stato emettesse in proprio, e quindi accreditandolo ai cittadini invece di addebitarlo il denaro necessario alle proprie esigenze finanziare, evitando l'indebitamento con dei soggetti privati e scongiurando quindi una delle truffe più ingegnose per la manipolazione sociale che sia stata mai inventata?
Ma non è tutto.
Se era così chiaro ed incontrovertibile che la rigidità del cambio creava grossi problemi ed era assolutamente fallimentare per i paesi più deboli come ampiamente dimostrato con la crisi del 1992 e con l'uscita dell'Italia dallo SME ( sistema monetario europeo ), perchè mai i governi europei hanno deciso di rientrare in questa trappola?
Perchè sono stati ignorati gli avvenimenti di tanti premi Nobel per l'economia che mettevano in guardia sul fatto che le politiche di austerity in un periodo di recessione sono una scelta letale per le economie dei paesi?
Perchè l'entrata nello Sme, l'entrata nell'Euro e la decisione del divorzio tra tesoro e Banca d'Italia che impediva allo stato di potersi finanziare emettendo moneta ( che ha portato all'impennata del debito pubblico da 61 punti di pil ai 119 del 1993) sono tutte decisione che non sono state investite dal consenso popolare e prese al di fuori dei parlamenti?
Perchè nessuno prende in considerazione il fatto che dopo la crisi del 1992 e l'uscita dell'Italia dallo Sme si ebbe una svalutazione 20% che non fu seguita da un'iflazione della medesima entità(l’inflazione addirittura scese dal 5% al 4%) come vorrebbero farci credere nella loro opera di terrorismo mediatico tutti quelli che si oppongono all’uscita dell’Italia dall’euro sbandierando il finto legame tra svalutazione ed inflazione?
Perché non viene raccontato che dall’introduzione dell’euro nel 1999 fino ad ottobre 2000 l’euro si è svalutato di quasi il 30% (l’euro ancora non usato come moneta circolante era già usato come unità di conto negli scambi internazionali e per l’acquisto di materie prime) e neanche in quel caso c’è stata iperinflazione o comunque tutte quelle tragiche conseguenze nell’acquisto delle materie prime che oggi vogliono farci credere che sarebbe una catastrofe con l’eventuale uscita dall’eurozona?
Perché non si prende in esame il fatto che tutti i precedenti picchi di svalutazione (1976, 1981, 1993) seguono e non precedono quelli dell’inflazione? E non si prende in considerazione il grafico che dimostra che fino al 1996 la produttività del lavoro italiana sia cresciuta allo stesso ritmo di quella tedesca? Perché non si racconta chiaramente che a causa del cambio fisso dell’euro il Paese non potendo più svalutare la moneta è costretto - se vuole riprendere competitività - alla svalutazione interna del salario dei lavoratori reprimendo le loro garanzie, piena dimostrazione che quindi quest’euro annienta i diritti ed il potere di acquisto dei lavoratori? Perché gli stessi terroristi mediatici sbandierano anche il legame tra crisi e debito pubblico se anche questo è ampiamente smentito dai dati reali che dimostrano che prima dell’Italia sono stati colpiti dalla crisi paesi con debito pubblico molto più piccolo come Spagna e Portogallo o comunque di dimensioni comparabili a quelle del debito pubblico tedesco o francese come il Portogallo. Perché questi dati vengono ignorati nei salotti televisivi e viene invece fatto credere che ci sia un legame diretto tra crisi e debito pubblico?
Perché non si analizzano i dati che dimostrano che l’euro ci ha sfavorito rispetto a tutti i principali partner commerciali avvantaggiando soprattutto la Germania (Bagnai, tramonto dell’euro)? Come dimostrato da tutti i grafici macroeconomici del Fondo Monetario Internazionale che mostrano che al surplus della Germania corrispondono i deficit dei “Pigs” e quindi si è creata una situazione nella quale un solo grande creditore la Germania ha prestato fondi a molti debitori (pigs).
Ed ecco perché o grafici macroeconomici sulla disoccupazione, sull’insolvenza dello stato nei confronti delle aziende, sulle esportazioni mostrano una corrispondenza perfettamente inversa tra gli indici della Germania che migliora notevolmente tutte le sue posizioni e gli indici dei paesi periferici che invece mostrano un complessivo ed inarrestabile peggioramento. Una crisi quindi che ha favorito la Germania che invece nel periodo di gestazione della crisi( 1999 - 2007 ) aveva una crescita che i dati mostrano essere fra le più basse d’Eurozona. Ma allora perché se la nostra crisi economica avvantaggia la Germania noi accettiamo i diktat economici proprio dalla Germania stessa che avrebbe tutto da perdere da una nostra eventuale ripresa e che ha giocato sporco implementando una riforma del mercato del lavoro che ha determinato attraverso la precarizzazione (mini-job) e la sottoccupazione di milioni di tedeschi un crollo dei salari reali di circa il 6% dal 2003 al 2009 avvantaggiando solo la competitività di prezzo dei prodotti tedeschi ai nostri danni?
Perché l’unione monetaria si da un obiettivo d’inflazione al 2% che penalizza le economie meno forti se proprio gli economisti del Fondo Monetario Internazionale stabiliscono che nei paesi industrializzati l’inflazione comincia ad avere effetti depressivi sulla crescita solo quando supera il 4% all’anno (vale a dire il doppio del target della BCE) ? Perché fare un’ennesima regola che favorisce solo le economie del Nord?
A chi giova tutto questo? Siamo sicuri che tutte quelle regole che abbiamo elencato e che hanno messo in ginocchio paesi come l’Italia siano stati solo il frutto di errori di calcolo di alcuni politici o di cattive valutazioni nella scelta delle politiche economiche e non di un piano invece perfettamente costruito ed organizzato per arrivare alla dissoluzione degli stati nazionali, alla spoliazione della sovranità monetaria e politica ad i popoli ha consegnarla nelle mani di una ristretta oligarchia finanziaria che dalla crisi dei popoli ha tutto da guadagnare? Non ci sorprende che tutto questo era già stato ampiamente previsto nel rapporto della Commissione Trilaterale di Rockefeller denominato “The crisis of democracy” dalla quale provengono proprio tutti i politici che di questi “errori” sono stati gli artefici?