sabato 4 agosto 2012

Siccita`...ogm....

La geoingegneria e`servita per creare la siccita` la stessa che ci porta verso una crisi alimentare globale per cui ci viene offerta la soluzione...alimenti OGM  ! E chi e` che ci da tale " genialata " ?! Gli stessi che hanno creato la siccita`a tavolino...non mi credi? Bene...anzi ottimo allora fa una ricerca, leggi attentamente cio` che troverai in rete e pensa con la tua testa. Per inciso gli Ogm fanno male alla salute, la tua, quella dei nostri figli, dei nostri amici e a tutto il pianeta che per quel che ne so e` ancora l`unico che abbiamo....Marte è già occupato è che non ce lo dicono.
e-gazette: notiziario settimanale ambiente energia

p.s. cliccare sul link scorrere l'elenco e selezionare "Contro la siccità in arrivo i vegetali OGM"
comunque per vostra comodità vi riporto le esatte parole di tale articolo:

"Roma, 30 aprile – E’ allarme siccità e a rischio ci sono le colture. Un aiuto potrebbe arrivare dai vegetali ogm. Pomodori che consumano 15 litri d'acqua anziché 70, grano che cresce nei deserti del Messico, ortaggi che respirano meno perchè in grado di chiudere i pori. Nei laboratori di tutto il mondo si sta preparando la risposta alla siccità.
“Abbiamo appena terminato una sperimentazione su larga scala in Messico - spiega Massimo Iannetta, responsabile del progetto Riade sulla desertificazione dell'Enea - in cui abbiamo testato in ambiente desertico alcune varietà selezionate di cereali, legumi e di brassicacee, la famiglia di piante di cui fa parte anche il cavolfiore. I risultati sono ottimi, tanto che in pochi mesi dovremmo registrarli e dare il via alla commercializzazione”.
Per selezionare le varietà più resistenti si ricorre a diversi metodi, riconducibili alla 'genomica funzionale’: si studiano i geni coinvolti nella risposta allo stress climatico e si scelgono le piante dove sono presenti, incrociandole tra loro. Un lavoro che può essere molto complesso: ”La risposta alle variazioni climatiche dipende da molti geni diversi - spiega Stefania Grillo, dell'Istituto di Genetica Vegetale del Cnr di Napoli - noi ci stiamo concentrando sulla patata e sul pomodoro, per riuscire a capire quali selezionare”.
Il pomodoro è uno degli ortaggi più studiati, perchè cresce d'estate ed è particolarmente sensibile oltre che alla temperatura anche alla salinità del terreno, che con il caldo aumenta. «In Sicilia stiamo sperimentando delle varietà di pomodori e altri ortaggi in grado di crescere in serre idroponiche a ciclo chiuso - spiega Iannetta - l'ortaggio non cresce più nella terra ma in una soluzione di acqua ed elementi nutritivi che viene continuamente riciclata. Si riesce a coltivare un chilo di pomodori con 15 litri d'acqua invece di 70”.
Lo studio delle varietà di piante più resistenti è un filone di ricerca attivo da diversi anni, aiutato molto dalle scoperte della genetica: “E’ noto che ci sono piante che si sono adattate benissimo a vivere in territori aridi - spiega ancora Grillo - quello che è interessante è che un cactus e una pianta che vive nel nostro Paese hanno in realtà quasi gli stessi geni. La differenza spesso è in quanto e come vengono espressi”.
Oltre ad agire sulle varietà già esistenti, un'altra possibilità è intervenire a livello del Dna con l'ingegneria genetica: “Questi due tipi di ricerche vanno di pari passo - spiega Roberto Defez, ricercatore dell'Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr - già da qualche anno laboratori americani e svizzeri hanno iniziato a commercializzare grano Ogm resistente alla siccità, e anche per il mais si sono ottenuti ottimi risultati”.
Anche per quanto riguarda le piante transgeniche, la cui coltivazione è comunque vietata nel nostro Paese, si registra un successo italiano: i ricercatori dell'università di Milano guidati da Chiara Tonelli hanno brevettato un metodo per far sì che le piante sviluppino pori molto più piccoli del normale, in modo tale che in caso di siccità perdano meno acqua con la traspirazione. Dopo averlo testato con successo su una pianta ornamentale, adesso il metodo è in fase di sperimentazione su pomodoro e riso.
“Le ricerche sugli Ogm sono promettenti - conclude Defez - ma bisogna tenere conto del fatto che servono molti anni per passare dal laboratorio ai campi. Le applicazioni che cominciano a vedersi adesso sono studiate dalla fine degli anni '90”.