domenica 13 maggio 2012

L'Italia rischia una guerra civile?!


In questi giorni abbiamo assistito ad una serie di eventi semi-bellici che hanno messo in allerta il ministro dell’interno e la squadra di governo. Il ministro Cancellieri ha infatti dato l’allarme, richiamando l’attenzione di prefetti e questori invitandoli ad aumentare la vigilanza per evitare un “rischio escalation“. Gli episodi di violenza chiave che hanno intimorito i rappresentanti dello stato sono stati gli innumerevoli episodi di protesta contro equitalia, da ultimo le molotov lanciate a Livorno contro una delle sedi e la gambizzazione di Adinolfi, manager Ansaldo.
Da dove viene il timore di una reale azione terroristica interna italiana, ed ha senso pensare ad una guerra civile o ad azioni terroristiche organizzate? La storia, come tutti sanno, ha il vizio di ripetersi, quindi solo studiandola si possono capire le reali probabilità di un’azione così drastica. Il primo punto da prendere in considerazione è la condizione economica, politica e sociale. Una situazione simile a quella che si vive oggi è già successa.
Era il 1930, in Germania, e la Grande depressione aveva fiaccato l’economia tedesca. Il grande stato europeo era fortemente provato dal governo militare della nazione imposto dai trattati di Weimar e la popolazione viveva in un regime di povertà e disoccupazione. Da questi presupposti, Hitler riuscì a diventare cancelliere tedesco, grazie alla divisione dei partiti all’interno del parlamento tedesco, primo fra tutti il partito comunista, che rifiutò alleanze con i socialdemocratici perché considerati “social-fascisti”. Diventò cancelliere ma con solo il 44% dei voti, grazie alle pieghe scritte nella costituzione ed al presidente della repubblica tedesca Hindenburg. Quello che avvenne in seguito, lo conosciamo tutti.
In Italia invece, abbiamo già conosciuto il terrorismo durante gli anni di piombo. Nel periodo che va tra il 1968 e il 1980 infatti, stragi, attentati e rapimenti erano assai frequenti e realizzati da organizzazioni sia di destra che di sinistra, culminate con l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Br e con la strage alla stazione di Bologna. Alcuni storici definiscono quel periodo come “guerra civile a bassa intensità“. Le cause sociali erano assai diverse da quelle attuali, e si possono ricercare all’interno degli estremismi politici che caratterizzavano le singole associazioni contro l’egemonia di centro guidata dalla DC.
Le cause di una guerra civile in un paese occidentale evoluto possono quindi essere ricercate nelladisuguaglianza sociale, nelle precarie condizioni economiche, nell’estremismo politico e nel clima giustificazionista di fronte alle azioni violente.
Per dare l’idea di quanto lo stato, oggi, non riesca a mantenere i propri doveri nei confronti dei cittadini, elenco alcuni articoli della prima parte della nostra splendida costituzione:
Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Eguali di fronte alla legge…Ad personam?
Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Qui siamo alle comiche
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Cervelli in fuga avete sentito? vi vogliono sviluppare!
Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Classifica libertà di stampa mondiale: Italia al 61 esimo posto dietro Bosnia Erzegovina e Guyana, ma si lascia dietro la Repubblica Centrafricana, il Lesotho e la Sierra Leone.
Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Non so perché ma il ticket non esce se non si inserisce una banconota da 50 euro dentro la macchinetta, forse è guasta..
Art. 33. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Capito? Manuela Marrone e la sua libera scuola per i popoli padani non costituiscono onere per lo stato, ma con piacere i cittadini danno in beneficenza il denaro per allevare i padani virgulti!
Art. 35. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Adesso che confindustria ha detto a Monti e la Fornero come cambiare l’articolo 18, i diritti saranno sicuramente tutelati.
Art. 36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Parole, parole paroleee!!
Art. 45. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.
Chiediamolo alle migliaia di piccole aziende che hanno chiuso in questi mesi, forse si sentivano tutelati.
Art. 47. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Siamo alle comiche, la BCE regala migliaia di miliardi alle banche con interesse 1%, queste non solo non lo danno alle imprese, ma lo usano per speculare e per creare debito dello stato.
Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Sono assai convinto che l’IMU e non la patrimoniale andasse proprio in questo verso, siamo noi a non averlo capito!
Art. 54. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Bossi è la persona giusta per spiegarci questo concetto, ex ministro della repubblica e dipendente statale che sputa e caga sulla bandiera.

Ci sono quindi i presupposti per una guerra civile o azioni terroristiche?

Se il governo non interverrà tempestivamente e con vigore applicando politiche economiche volte a restituire il reddito alle famiglie, aumentando sempre più le disuguaglianze sociali ed armando organizzazioni come equitalia per la riscossione dei tributi, azioni terroristiche, il fascismo o peggio il nazismo troveranno humus adatto per minare la pace della nazione.
Per fare un parallelismo con un paese simile, in Grecia i neo-nazisti sono ora in parlamento, e non è escluso che muovano azioni armate contro l’indipendenza dello stato. Nella repubblica ellenica sono però più che altro dei fanatici, in Italia la corrente fascista non è mai stata abbandonata anche da persone con capacità intellettuali ed economiche notevoli, quindi potrebbe tornare forte la volontà di ripristinare il partito che ha causato tanti dolori e sofferenze all’intera popolazione italiana